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pagine web di francesco mazzocca - seconda università degli studi di napoli - dipartimento di matematica - caserta
INFORMAZIONI
Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
Corso di Laurea in Matematica
Corso di Laurea in Matematica e Informatica
Anno Accademico 2001/2002
ALGEBRA 1


appunti
delle lezioni

Capitolo 6

Prime Proprietá dei Gruppi

 

   6.1 Sottogruppi di un gruppo

            6.1.1  Sottogruppi permutabili

            6.1.2  Sottogruppi di (Z,+) e di (Zn,+)

    6.2  Esempi notevoli di gruppi

            6.2.1  Il gruppo simmetrico Sn

            6.2.2  Il gruppo alterno An

            6.2.3  Gruppi di Permutazioni e Teorema di Cayley

            6.2.4  Il gruppo diedrale di grado n

 

            6.2.5  Il gruppo diedrale infinito

            6.2.6  Prodotto diretto esterno di gruppi

            6.2.7  Il 4-gruppo di Klein

            6.2.8  Il gruppo dei quaternioni

            6.2.9  L'automorfo di un gruppo

    6.3  Laterali di un sottogruppo e teorema di Lagrange

    6.4  Esercizi

 

6.1  Sottogruppi di un gruppo

Sia G un gruppo.

DEFINIZIONE 1 Un sottoinsieme H di G si chiama sottogruppo se é una parte stabile e se é un gruppo rispetto all'operazione indotta in esso da G. Per un sottogruppo H di G si usa la notazione H £ G. ¨

OSSERVAZIONE 2 Notiamo esplicitamente che una parte stabile di un gruppo non é necessariamente un sottogruppo. Per esempio, nel gruppo additivo degli interi, il sottoinsieme No degli interi non negativi é una parte stabile ma, evidentemente, non é un sottogruppo. ¨

Ogni gruppo G possiede due sottogruppi banali : { 1 } (sottogruppo identico ) e G. Un sottogruppo H diverso da G si dice proprio e per esso si usa la notazione H < G. Valgono, inoltre, le seguenti proprietá di facile verifica:

· l'unitá di H coincide con l'unitá di G;

· l'inverso in H di un suo elemento a coincide con l'inverso di a in G;

· HH = { ab  :  a,b Î H} = H . Le due proposizioni che seguono forniscono degli utili test per verificare se un sottoinsieme H di G é un sottogruppo.

PROPOSIZIONE 3 In un gruppo G valgono le seguenti equivalenze: 

· H £ G Û   H è stabile e  { a Î H  implica che a-1 Î H } ;

· H £ G Û a-1b Î H, per ogni a,b Î H ;

DIMOSTRAZIONE.   E' lasciata per esercizio al Lettore. ¨

PROPOSIZIONE 4 In un gruppo G vale la seguente equivalenza: 

· H £ G, H finito Û H sottoinsieme finito e stabile di G.

DIMOSTRAZIONE.   La prima implicazione é ovvia. Supponiamo, dunque, che H sia un sottoinsieme finito e stabile di G. Se b é un elemento di H, risulta

bH = { ba  :  a Î H} Í HH = H.
D'altra parte, grazie alla legge di cancellazione, l'applicazione
a Î H   ®  ba Î H
é iniettiva, onde |bH| = |H| e quindi bH = H. Ne segue che esiste un elemento e Î H tale che be = b, da cui ricaviamo che é e = 1 e 1 Î H.

Ora, poiché 1 Î H = bH, esiste un elemento c Î H tale che bc = 1, cosí c = b-1 e abbiamo che b-1 Î H, per ogni b Î H. Ne segue che H é un sottogruppo di G. ¨

ESEMPI 5 I seguenti sottoinsiemi sono sottogruppi di G:

· < a > = { an   :   n Î Z}, con a Î G.

· Il centro Z(G) di G. ¨

ESERCIZIO 6 Provare che gli insiemi

H = ì
í
î
é
ê
ë
1
b
0
1
ù
ú
û
 : b Î Q ü
ý
þ
  ,         K = ì
í
î
é
ê
ë
1
0
a
1
ù
ú
û
 : a Î Q ü
ý
þ
sono sottogruppi di GL(2,Q).

ESERCIZIO 7 Siano G un gruppo e H un suo sottogruppo. Provare che ogni sottogruppo di H é anche un sottogruppo di G.

Elenchiamo alcune proprietá e definizioni relative ai sottogruppi di un gruppo. 

· L'unione di due sottogruppi non é in generale un sottogruppo.

· L'intersezione di una famiglia di sottogruppi é un sottogruppo.

· La proprietá precedente permette di definire il sottogruppo generato da un sottoinsieme X di G come l'intersezione di tutti i sottogruppi di G che contengono X. Tale sottogruppo si denota con < X > ed é il piú piccolo (rispetto all'inclusione) sottogruppo di G che contiene X.

· Un sottogruppo H di G é il sottogruppo generato da un sottoinsieme X di G se, e solo se, sono verificate le due seguenti proprietá:

(1) H é un sottogruppo di G contenente X,

(2) ogni sottogruppo K di G contenente X contiene H.

· < Æ > = { 1} .

· H £ G e X Í H Þ < X > Í H.

· X Í Y Þ < X >    £    < Y > .

· < X > = X ÛX é un sottogruppo.

· Se X é non vuoto,

< X > = { a1a2¼an   :   aj Î XÈX-1 , n Î N } ,
(6.1)
ove X-1 denota l'insieme i cui elementi sono gli inversi degli elementi di X.

· Sia X = HÈK, ove H e K sono sottogruppi di G. Allora < X > si chiama sottogruppo generato da H e K e si denota con < H,K > . Risulta:

< H,K > = { h1k1h2k2¼hnkn : hj Î H , kj Î K , n Î N } .
(6.2)

· Sia X = ÈH Î Á H, ove Á é una famiglia di sottogruppi di G. Allora < X > si chiama sottogruppo generato dalla famiglia Á e si denota con < H  :  H Î Á > . Risulta:

< H  :  H Î Á > = { a1a2¼an : aj Î X , n Î N } .
(6.3)

· Se risulta < X > = G si dice che X é un generatore di G, o anche che G é generato da X.

ESERCIZIO 8 Provare che l'unione di una catena (rispetto all'inclusione) di sottogruppi di un gruppo é un sottogruppo.

ESERCIZIO 9 Provare che

H = { 2n    :    n Î Z}       e      K = ì
í
î
1+2n
1+2m
    :    n,m Î Z ü
ý
þ
sono sottogruppi del gruppo moltiplicativo Q* dei razionali.

ESERCIZIO 10 Provare che H = { 0,4,8,12} é un sottogruppo del gruppo additivo di Z16.

ESERCIZIO 11 Siano G1 e G2 due gruppi e f\colon G1® G2 un monomorfismo. Provare che f(G1) é un sottogruppo di G2 isomorfo a G1.

DEFINIZIONE 12 Un gruppo G (risp. un sottogruppo H di G) si dice ciclico se puó essere generato da un solo elemento, cioé se esiste a Î G (risp. a Î H ) tale che G = < a > (risp. H = < a > ). ¨

OSSERVAZIONE 13 Se G é un gruppo ciclico ed a un suo generatore, risulta

G = { an    :    n Î Z } .

¨

ESERCIZIO 14 Sia G = < a > il gruppo ciclico generato dall'elemento a. Provare che G é infinito se, e soltanto se, a ha ordine infinito in G e, in questo caso, risulta ah ¹ ak, per ogni due interi non negativi e distinti h e k. Provare inoltre che G é finito d'ordine n se, e soltanto se, a ha periodo finito n in G e, in questo caso, risulta G = { 1 = a0, a, a2,... ,an-1} .

ESEMPI 15
· (Z,+) é un gruppo ciclico, avendosi Z = < 1 > = < -1 > . 

· (Zm,+) é un gruppo ciclico, avendosi Zm = < 1 > . ¨

ESERCIZIO 16 Provare che ogni gruppo ciclico é abeliano.

ESERCIZIO 17 Provare che il gruppo delle radici n-esime dell'unitá del campo complesso é ciclico e determinare ciascuno dei suoi generatori.

ESERCIZIO 18 Provare che il gruppo additivo dei razionali (Q,+) non é ciclico.

SOLUZIONE.   Per assurdo, sia  n/mÎQ un generatore di (Q,+), con n,m coprimi e osserviamo che deve essere m ¹ ±1, perché un intero non puó generare (Q,+). Allora dovrebbe esistere un intero k tale che

n
m2
= k n
m
e, dovendo essere k = 1/m, abbiamo un assurdo. ¨

6.1.1  Sottogruppi permutabili

Se A,B sono sottoinsiemi non vuoti di un gruppo G, poniamo

AB: = { ab   :   a Î A  ,  b Î B}.

DEFINIZIONE 19 Due sottogruppi H,K di G si dicono permutabili se é HK = KH, cioé se, per ogni h Î H e k Î K, esistono h1,h2 Î H e k1,k2 Î K tali che hk = k1h1 e kh = h2k2. ¨

TEOREMA 20 Siano H,K sottogruppi di G. Allora risulta < H,K > = HK se, e solo se, H e K sono permutabili.

DIMOSTRAZIONE.   Nell'ipotesi < H,K > = HK, abbiamo: 

· < H,K > = HK Þ  KH Í HK

· hk Î HK , h Î H , k Î K Þ (hk)-1 = k-1h-1 Î HK Þ k-1h-1 = h1k1 con h1 Î H e k1 Î K Þ hk = (k-1h-1)-1 = (h1k1)-1 = k1-1h1-1 Î KH Þ HK Í KH.

Ne segue che é HK = KH. 

Nell'ipotesi HK = KH, dobbiamo provare che < H,K > Í HK, essendo evidente l'inclusione inversa. 

· Sia h1k1h2k2¼hnkn Î < H,K > , n > 0, hj Î H, kj Î K. Se é n = 1 l'asserto é vero e quindi possiamo procedere per induzione su n:
hnkn = hkhnkn con h Î H, k Î K Þ khn = h¢k¢ con h¢ Î H, k¢ Î K (perché HK = KH) Þ h1k1¼hnkn = hh¢k¢kn = h*k* con h* Î H e k* Î K. ¨

I due corollari che seguono sono di immediata dimostrazione.

COROLLARIO 21 Se G é un gruppo abeliano e H,K due suoi sottogruppi, allora risulta

< H,K > = HK = KH .

COROLLARIO 22 Siano G un gruppo e H1,H2,...,Hn sottogruppi di G a due a due permutabili. Allora

H = H1H2¼Hn = { h1h2¼hn   : hj Î Hj }
é un sottogruppo di G e risulta H = < H1,H2,...,Hn > .

DEFINIZIONE 23 Siano G un gruppo e H1,H2,...,Hn sottogruppi di G a due a due permutabili. Il sottogruppo di G

H = H1H2¼Hn = { h1h2¼hn   : hj Î Hj } ,
definito dal corollario precedente, si chiama prodotto di H1,H2,...,Hn. ¨

ESEMPIO 24 Vogliamo dare un esempio di due sottogruppi H,K di un gruppo per cui risulta < H,K > ¹ HK . Naturalmente, in forza del teorema 20, H e K non dovranno essere permutabili. A Tale scopo, nel gruppo G = GL(2,Q) consideriamo i sottogruppi (cfr. esercizio  )

H = ì
í
î
é
ê
ë
1
b
0
1
ù
ú
û
 : b Î Q ü
ý
þ
  ,         K = ì
í
î
é
ê
ë
1
0
a
1
ù
ú
û
 : a Î Q ü
ý
þ
e osserviamo che é
HK = ì
í
î
é
ê
ë
1+ab
b
a
1
ù
ú
û
 : a,b Î Q ü
ý
þ
.
Osserviamo ancora che le matrici
A = é
ê
ë
2
1
1
1
ù
ú
û
    e     B = é
ê
ë
1
1
0
1
ù
ú
û
appartengono ad HK, mentre il loro prodotto
AB = é
ê
ë
2
3
1
2
ù
ú
û
non vi appartiene. Questo significa che HK non é un sottogruppo di GL(2,Q) e, quindi, < H,K > ¹ HK . ¨

TEOREMA 25 (identitá di Dedekind) Siano H,K,L sottogruppi di G tali che

HK = KH       e       H £ L.
Allora risulta
(i)  HKÇL = H(KÇL)   e    (ii)  H(KÇL) = (KÇL)H.

DIMOSTRAZIONE.   Abbiamo:

· H £ L, H £ HK Þ H £ HKÇL e sappiamo che é KÇL Í HKÇL Þ H(KÇL) Í HKÇL.

· a Î HKÇL Þ a Î HK e a = hk con h Î H, k Î K Þ k = h-1a, h-1 Î H £ L, a Î HKÇL £ L Þ K ' k = h-1a Î L Þ k Î KÇL Þ a Î H(KÇL) Þ HKÇL Í H(KÇL).

Abbiamo cosí la (i).

· Poiché HKÇL é un sottogruppo di G, per la (i), anche H(KÇL) é un sottogruppo di G. Allora H e KÇL devono essere permutabili, cioé la (ii). ¨

6.1.2  Sottogruppi di (Z,+) e di (Zn,+).

Abbiamo giá osservato che i gruppi (Z,+) e (Zn,+), per ogni intero n > 1 sono ciclici. Ci proponiamo, ora, di studiare i sottogruppi di tali gruppi.

OSSERVAZIONE 26 Sia m un intero. L'insieme mZ = { ma  :  a Î Z} dei multipli di m é un sottogruppo ciclico di (Z,+), avendosi mZ = < m > . Inoltre risulta mZ = Z se, e solo se, m = ±1. ¨

PROPOSIZIONE 27 Ogni sottogruppo H di (Z,+) é del tipo

mZ = { ma   :   a Î Z } ,
ove m é il minimo fra gli interi non negativi contenuti in H. In particolare si ha che tutti i sottogruppi di (Z,+) sono ciclici.

DIMOSTRAZIONE.   Abbiamo giá osservato che mZ é un sottogruppo ciclico di (Z,+). Supponiamo dunque che H sia un sottogruppo non banale e non nullo, altrimenti l'asserto é vero. In tale ipotesi H contiene almeno un intero positivo; quindi possiamo considerare il minimo m degi interi positivi contenuti in H e risulta mZ £ H. Detto a un elemento di H, se q,r sono rispettivamente il quoziente ed il resto della divisione di a per m, abbiamo

a = mq+r     Þ    r = a-mq Î H     Þ    r = 0,
cioé a é un multiplo di m e quindi H £ mZ. Ne segue che é H = mZ. ¨  

Dalla prop.27 e dall'osservazione 26 si ha subito il seguente corollario.

COROLLARIO 28 Gli interi 1 e -1 sono gli unici generatori del gruppo (Z,+).

ESERCIZIO 29 Provare che nZ é contenuto in mZ se, e solo se, m divide n.

ESERCIZIO 30 Provare che in (Z,+) il sottogruppo < a,b > generato da due interi distinti a,b coincide col sottogruppo ciclico generato da un massimo comune divisore di a e b. Provare, inoltre, che un minimo comune multiplo di a e b é un generatore del sottogruppo intersezione di < a > e < b > .

PROPOSIZIONE 31 Sia h un elemento non nullo del gruppo additivo (Zn,+) degli interi modulo n. Allora il sottogruppo ciclico < h > generato da h ha ordine [n/MCD(n,h)]. In particolare, h é un generatore di (Zn,+) se, e solo se, é coprimo con n.

DIMOSTRAZIONE.   E' lasciata per esercizio al Lettore. ¨

PROPOSIZIONE 32 Ogni sottogruppo del gruppo additivo (Zn,+) é ciclico ed ha ordine divisibile per n.

DIMOSTRAZIONE.   Assumiamo Zn = { 0,1,2,...,n-1} , sia H un sottogruppo non nullo di (Zn,+) e sia h il piú piccolo intero positivo contenuto in H. Ovviamente risulta < h > £ H. Sia ora m un elemento di H e siano q,r il quoziente e il resto della divisione fra m ed h. Poiché risulta m-qh = r e m,qh Î H, l'intero r, che é minore di h, appartiene ad H. Ne segue che r = 0, cioé H £ (h), e in definitiva abbiamo H = < h > . Ora, dalla proposizione precedente abbiamo che l'ordine di H divide n e l'asserto é provato. ¨  

Le ultime due proposizioni hanno il seguente corollario.

COROLLARIO 33 Sia (Zn,+) il gruppo additivo degli interi modulo n ed h un divisore positivo di n. Allora (Zn,+) contiene un unico sottogruppo d'ordine h.

DIMOSTRAZIONE.   Posto Zn = { 0,1,2,...,n-1 } e n = hk, il sottogruppo < k > generato da k ha ordine h. Sia ora H un sottogruppo di Zn d'ordine h. Sappiamo che H é ciclico e che il periodo di un suo generatore m é h, per cui hm º 0 (mod  n). Ne segue che esiste un intero q tale che hm = qn, da cui m = qk Î < k > . Allora risulta H Í < k > e, essendo sia H che < k > d'ordine h, risula H = < k > . L'asserto é dunque completamente provato. ¨

OSSERVAZIONE 34 Notiamo esplicitamente che, se assumiamo Zn = { 0,1,2,...,n-1} , e h é un intero positivo che divide n, posto n = hk, il sottogruppo ciclico generato da h in (Zn,+) ha ordine k ed é dato da

< h > = { 0,h,2h,...,(k-1)h } .
L'applicazione
m Î Zk = { 0,1,...,k-1 }   ®  mh Î < h >
é evidentemente un isomorfismo fra i gruppi (Zk,+) e < h > e, per questo motivo nel seguito < h > sará impropriamente denotato con Zk. ¨

6.2  Esempi notevoli di gruppi

6.2.1  Il gruppo simmetrico Sn

Sia X un insieme finito e non vuoto con n elementi. Ricordiamo che si definisce permutazione su X una qualsiasi applicazione biunivoca di X su se stesso e che tutte le permutazioni su X formano un gruppo rispetto al prodotto di funzioni. Tale gruppo, che abbiamo denotato con Symm(X), si chiama gruppo simmetrico su n oggetti, o di grado n.

OSSERVAZIONE 1 Se Y é un insieme non vuoto con n elementi e f é una funzione biunivoca di X su Y, é facile verificare che l'applicazione

s Î S(X)   ®  f-1sf Î S(Y)
é un isomorfismo di gruppi. Pertanto, il gruppo S(X), a meno di isomorfismi, dipende solo dalla cardinalitá X. ¨

Per non appesantire le notazioni supporremo sempre X = Nn = { 1,2,... ,n} e denoteremo con Sn il gruppo Symm(X).

A volte puó essere comodo rappresentare una permutazione s Î Sn mediante la matrice

é
ê
ë
1
2
¼
n
s(1)
s(2)
¼
s(n)
ù
ú
û
,
che ha nella prima riga gli interi da 1 ad n disposti in ordine crescente e sotto ognuno di essi l'intero corrispondente in s. Ovviamente, con questa notazione, la matrice
é
ê
ë
1
2
¼
n
1
2
¼
n
ù
ú
û
rappresenta la permutazione identica.

ESEMPIO 2 Le permutazioni s e t di N4 = { 1,2,3,4} definite da

s(1) = 2, s(2) = 3, s(3) = 4, s(4) = 1  ;  t(1) = 3, t(2) = 4, t(3) = 1, t(4) = 2
si scrivono

s = é
ê
ë
1
2
3
4
2
3
4
1
ù
ú
û
    ,    t = é
ê
ë
1
2
3
4
3
4
1
2
ù
ú
û
.
In questo modo se, per esempio, vogliamo calcolare l'immagine di 2 nel prodotto st, basta leggere l'intero sotto 2 nella tabella di s, nel nostro caso 3, e poi l'intero sotto 3 nella tabella di t; abbiamo cosí st(2) = t(s(2)) = 1. ¨

ESEMPIO 3 Si riportano di seguito tutti gli elementi del gruppo simmetrico S3:

1 = é
ê
ë
1
2
3
1
2
3
ù
ú
û
    ,     r1 = é
ê
ë
1
2
3
2
3
1
ù
ú
û
    ,     r2 = é
ê
ë
1
2
3
3
1
2
ù
ú
û
    ,

s1 = é
ê
ë
1
2
3
1
3
2
ù
ú
û
    ,     s2 = é
ê
ë
1
2
3
3
2
1
ù
ú
û
    ,     s3 = é
ê
ë
1
2
3
2
1
3
ù
ú
û
    .

¨

Se m,n sono interi positivi con m < n, ad ogni s Î Sm possiamo associare la permutazione s¢ Î Sn che opera come s sugli interi 1,2,... ,m e trasforma in se stesso ogni altro elemento di Nn. L'applicazione

f  :  s Î Sm ® s¢ Î Sn
é un monomorfismo di gruppi e, quindi, l'immagine f(Sm) é isomorfa ad Sm. Nel seguito identificheremo Sm con f(Sm) e, con abuso di notazione, denoteremo ancora con s la permutazione s¢ = f(s). Per esempio, con questa convenzione, la permutazione
é
ê
ë
1
2
3
4
2
3
4
1
ù
ú
û
,
considerata come elemento di S6, é la permutazione
é
ê
ë
1
2
3
4
5
6
2
3
4
1
5
6
ù
ú
û
.

Osserviamo ancora che, se s e t sono le due permutazioni su N3 definite da

s = é
ê
ë
1
2
3
2
3
1
ù
ú
û
  ,   t = é
ê
ë
1
2
3
3
2
1
ù
ú
û
,
risulta st ¹ ts e si ha cosí la seguente proposizione.

PROPOSIZIONE 4 Il gruppo simmetrico Sn non é abeliano per ogni intero n maggiore di 2.

ESERCIZIO 5 Provare che S3 (che é non abeliano) possiede solo sottogruppi propri abeliani.

Calcolare l'ordine di Sn é un facile esercizio. Abbiamo infatti che, se si vuole costruire una permutazione s su Nn, vi sono n possibili scelte per s(1), n-1 per s(2), n-3 per s(3) e cosí via. Ne segue per induzione che

|Sn | = n! .
(6.4)

DEFINIZIONE 6 Diciamo che un elemento j di Nn é unito o fisso in una permutazione s se risulta s(j) = j e denotiamo con F(s) l'insieme degli elementi uniti di s, cioé

F(s) = { x Î Nn   :   s(x) = x} .
Due permutazioni s e t si dicono disgiunte se i rispettivi insiemi di elementi non uniti, Nn\F(s) e Nn\F(t), sono ad intersezione vuota. ¨

ESERCIZIO 7 Provare che due permutazioni disgiunte sono elementi permutabili di Sn.

DEFINIZIONE 8 Una permutazione s si dice k-ciclo o ciclo di lunghezza k se, detto j un elemento di Nn non unito in s, risulta

Nn\F(s) = { j,s(j),s2(j),...,sk-1(j) }
e, in questo caso, si usa per s la seguente notazione
s = (j,s(j),s2(j),...,sk-1(j)).
Un n-ciclo s Î Sn prende il nome di permutazione ciclica di Nn. La permutazione identica, che si chiama ciclo banale, é l'unico ciclo di lunghezza 1. ¨

Osserviamo esplicitamente che nella k-pla (j,s(j),s2(j),...,sk-1(j)) che denota il k-ciclo s compaiono soltanto gli elementi di Nn spostati da s e questi sono ordinati in modo che, tranne che per l'ultimo, l'immagine in s di ciascuno di essi é data dal successivo, mentre l'ultimo elemento ha per immagine il primo. Inoltre, se t é un qualsiasi elemento di Nn diverso da j e spostato da s, risulta anche s = (t,s(t),s2(t),...,sk-1(t)). Per esempio, il 5-ciclo s = (2,1,3,4,7) di S7 é la permutazione su N7 definita da

s = é
ê
ë
1
2
3
4
5
6
7
3
1
4
7
5
6
2
ù
ú
û
;
in questo caso é F(s) = { 5,6} e si ha anche
s = (1,3,4,7,2) = (3,4,7,2,1) = (4,7,2,1,3) = (7,2,1,3,4) .

ESERCIZIO 9 Provare che

(i1,i2,...,ik)-1 = (ik,ik-1,...,i1),
per ogni k-ciclo (i1,i2,...,ik) di Sn.

Dalla definizione di ciclo segue subito la seguente proposizione.

PROPOSIZIONE 10 Sia s un k-ciclo di Sn. Allora risulta

sk = 1     e     sh ¹ 1,     con     1 £ h < k,
cioé ogni k-ciclo é un elemento d'ordine k in Sn.

Nello studio del gruppo simmetrico Sn i cicli sono di fondamentale importanza. Essi infatti generano Sn e giocano in qualche modo un ruolo simile a quello dei numeri primi nella fattorizzazione degli interi, nel senso precisato dal seguente teorema.

PROPOSIZIONE 11 Ogni permutazione s Î Sn puó decomporsi in un prodotto di cicli non banali e disgiunti. Tale decomposizione é unica a meno dell'ordine dei cicli nella fattorizzazione.

DIMOSTRAZIONE.   Essendo l'asserto ovvio nei casi n = 1,2, possiamo supporre n > 2 e procedere per induzione su n. Siano, dunque, j un elemento di Nn non unito in s ed m il piú piccolo intero positivo tale che sm(j) = j. Osserviamo che, nel caso m = n, s é un ciclo di lunghezza n e non abbiamo nulla da provare. Se é m < n, detta t la permutazione che fissa j,s(j), s2(j),..., sm-1(j) e opera come s sui rimanenti n-m elementi di Nn, risulta

s = ( j,s(j),s2(j),...,sm-1(j)) t = t( j,s(j),s2(j),...,sm-1(j)) .
Si noti che, per costruzione, il ciclo (j,s(j),s2(j),...,sm-1(j)) e la permutazione t sono disgiunti e, quindi, permutabili. Inoltre, in forza della legge di cancellazione, t é l'unica permutazione in Sn che verifica l'uguaglianza precedente. Allora, potendosi t riguardare come una permutazione su n-m oggetti, dall'ipotesi di induzione su n segue facilmente l'asserto. ¨  

Nel seguito, quando parleremo di fattorizzazione di una permutazione in cicli disgiunti, sottointenderemo sempre che tali cicli sono non banali. La scrittura di una permutazione s come prodotto di cicli disgiunti prende il nome di notazione ciclica di s ed é chiaro che, se un elemento j Î Nn non compare in nessuno dei cicli che fattorizzano s, allora j é unito in s.

PROPOSIZIONE 12 L'ordine di un elemento s di Sn é uguale al minimo comune multiplo delle lunghezze dei cicli che fattorizzano s.

DIMOSTRAZIONE.   Sia s1 s2¼sk la fattorizzazione di s in cicli disgiunti, sia sj l'ordine di sj e poniamo

m = mcm(s1,s2,... ,sk)   ,   m = sjmj ,
per ogni j = 1,2,... ,k. I cicli s1,s2,... ,sk sono a due a due disgiunti e quindi a due a due permutabili; ne segue che
st = s1ts2t¼skt ,
per ogni intero t. Allora risulta
sm = s1ms2m¼skm = (s1s1)m1(s2s2)m2¼(sksk)mk = 1.
Inoltre, se t é un intero positivo minore di m, esiste un indice j tale che t non é multiplo di sj. Ne segue che
sjt ¹ 1
e
st = s1ts2t¼skt ¹ 1.
L'asserto é cosí provato. ¨

6.2.2  Il gruppo alterno An

Sia Sn il gruppo simmetrico su n oggetti, cioé il gruppo di tutte le permutazioni sull' insieme Nn = { 1,2,...,n} . I cicli di lunghezza 2 prendono il nome di trasposizioni ed é chiaro che, per ogni trasposizione s, risulta s = s-1. Ogni trasposizione ha dunque periodo due in Sn.

Osserviamo che ogni ciclo, e quindi ogni permutazione, puó scriversi come prodotto di trasposizioni; infatti si ha

(j1,j2,... ,jk) = (j1,j2)(j1,j3)¼(j1,jk-1)(j1,jk).
Una permutazione s puó in generale fattorizzarsi in modi diversi mediante trasposizioni, nel senso che le trasposizioni di una sua fattorizzazione e il loro numero non sono degli invarianti di s; in altre parole possiamo dire che per le trasposizioni non vale un teorema analogo a quello dimostrato per la decomposizione di una permutazione in cicli.

DEFINIZIONE 13 Allo scopo di trovare un invariante delle possibili fattorizzazioni di una permutazione in trasposizioni diamo le seguenti definizioni per una permutazione s
· Considerata una coppia (i,j), ove i,j sono elementi di Nn con i < j, si dice che s presenta un'inversione su (i,j) se risulta s(i) > s(j). · Si dice che s é una permutazione pari se presenta un numero pari di inversioni, dispari nel caso contrario. 
·
si definisce segno di s, e si denota con sgn(s), l'intero 1 o -1 a seconda che s sia rispettivamente pari o dispari. ¨

ESEMPIO 14 Ogni trasposizione é una permutazione dispari e il suo segno é -1. La permutazione identica é ovviamente pari. ¨

Per ogni permutazione s risulta


Õ
{ i,j} Í Nn 
i-j
s(i)-s(j)
=
Õ
i < j 
i-j
s(i)-s(j)
= sgn(s)
e, per ogni due permutazioni s e t, risulta
sgn(st) =
Õ
i < j 
i-j
(st)(i) - (st)(j)
=
æ
ç
è

Õ
i < j 
i-j
s(i)-s(j)
ö
÷
ø
æ
ç
è

Õ
i < j 
s(i)-s(j)
t(s(i)) - t(s(j))
ö
÷
ø
=
æ
ç
è

Õ
i < j 
i-j
s(i)-s(j)
ö
÷
ø
æ
ç
è

Õ
s(i) < s(j) 
s(i)-s(j)
t(s(i)) - t(s(j))
ö
÷
ø
=
æ
ç
è

Õ
i < j 
i-j
s(i)-s(j)
ö
÷
ø
æ
ç
è

Õ
i < j 
i-j
t(i)-t(j)
ö
÷
ø
= sgn(s) sgn(t).
Resta dunque provata la seguente proposizione.

PROPOSIZIONE 15 Il prodotto di due permutazioni dello stesso segno é pari e quello di segno diverso é dispari.

DEFINIZIONE 16 L'insieme di tutte le permutazioni pari di Sn costituisce un sottogruppo di Sn, che si denota con An e si chiama gruppo alterno su n oggetti o di grado n.

ESERCIZIO 17 Provare che risulta

|An | = 1
2
n! .
(6.5)

ESERCIZIO 18 Provare che un ciclo é una permutazione pari o dispari a seconda che la sua lunghezza sia rispettivamente dispari o pari.

ESERCIZIO 19 Provare che, se s1s2¼ss e t1t2¼tt sono due fattorizzazioni in trasposizioni di una stessa permutazione, allora gli interi s e t hanno la stessa paritá, cioé sono entrambi pari o entrambi dispari.

6.2.3  Gruppi di Permutazioni e Teorema di Cayley

Siano X un insieme non vuoto (finito o infinito) e Symm(X) il gruppo di tutte le permutazioni su X.

DEFINIZIONE 20 Un gruppo G prende il nome gruppo di permutazioni su X se é sottogruppo di Symm(X). ¨

La teoria dei gruppi di permutazioni é equivalente all'intera teoria dei gruppi nel senso precisato dal seguente teorema.

PROPOSIZIONE 21 (teorema di Cayley) Ogni gruppo G é isomorfo ad un gruppo di permutazioni sull'insieme degli elementi di G.

DIMOSTRAZIONE.   Per ogni elemento g Î G, la traslazione destra di ampiezza g

tg   :   x Î G ®xg Î G
é una funzione biunivoca e quindi una permutazione sugli elementi di G. Si verifica facilmente che l'applicazione
t  :   g Î G ®tg Î S(G)
é un monomorfismo di G in S(G). Ne segue che G é isomorfo a t(G), cioé l'asserto.¨

 

Figura 6.1: A.Cayley (1821-1895)

6.2.4  Il gruppo diedrale di grado n

Sia S l'insieme dei punti della retta euclidea R o del piano euclideo R2. Una permutazione f sugli elementi di S prende il nome di isometria se conserva la distanza euclidea, cioé se verifica la seguente proprietá:

d(A,B) = d(f(A),f(B)) ,     per ogni due punti     A,B Î S,
ove si é denotata con d la funzione distanza euclidea. Le isometrie di S formano un gruppo, che si chiama gruppo delle isometrie di S e si denota con Isom(S).

Esempi di isometrie del piano euclideo sono: le rotazioni intorno ad un punto e le simmetrie ortogonali, o riflessioni, rispetto alle rette.

Se X un sottoinsieme non vuoto di S, un'isometria T di S che trasformi X in se stesso, cioé T(X) = X, si chiama simmetria di X. Le simmetrie di X costituiscono un sottogruppo del gruppo delle isometrie di S, che prende il nome di gruppo delle simmetrie di X e si denota con Isom(X).

Sia P(n) un poligono regolare con n ³ 3 lati. Il gruppo delle simmetrie di P(n) prende il nome di gruppo diedrale di grado n e si denota con Dn. Il gruppo Dn verifica le seguenti proprietá.

· Dn contiene esattamente 2n elementi: 
(i)
    le n rotazioni r0 = 1,r1,... ,rn-1 intorno al centro di P(n), ove rj denota la rotazione di ampiezza [(2p)/n] j . 
(ii)
    le riflessioni s1,s2,... ,sn rispetto agli n assi di simmetria di P(n).

· Se denotiamo con Rot una rotazione e con Rif una riflessione, risulta

Rot Rot = Rot, Rot Rif = Rif, Rif Rot = Rif, Rif Rif = Rot.

· Le n rotazioni formano un sottogruppo di Dn (sottogruppo delle rotazioni).

· sjsj = 1 Þsj = sj-1 Þ{ 1,sj} é un sottogruppo di Dn.

· rin = 1,     (sisj)n = 1,     risj = sjri-1.

Nella figura   sono rappresentate le rotazioni non banali e le riflessioni di un triangolo equilatero.

 

Figura 6.2: Il gruppo D3


ESERCIZIO 22 Provare che S3 e D3 sono gruppi isomorfi.

ESERCIZIO 23 Provare che il sottogruppo delle rotazioni di Dn é ciclico, un suo generatore essendo la rotazione r1.

ESERCIZIO 24 Sia P(n) un poligono regolare con n lati e si fissino due assi di simmetria di P(n) formanti un angolo di [( p)/n]. Denotate con s e s¢ le corrispondenti riflessioni del gruppo diedrale Dn, provare che risulta

Dn = < s,s¢ > .
(Si puó provare che ogni gruppo G generato da due elementi a,b tali che
a2 = b2 = 1     e     |ab| = n
é isomorfo a Dn. )

Se numeriamo ciclicamente in senso orario i vertici del poligono P(n) con gli interi da 0 ad n-1, ogni elemento g Î Dn, trasformando vertici di P(n) in vertici di P(n), individua una permutazione g' dell' insieme X = { 0,1, ¼,n-1} , cioé un elemento del gruppo Symm(X). L'applicazione

f   :   g Î Dn ® g' Î Symm(X)
é un monomorfismo di gruppi e quindi Dn é isomorfo al sottogruppo f(Dn) di Symm(X). Abbiamo cosí che il gruppo diedrale Dn puó essere identificato con un gruppo di permutazioni sui vertici del poligono P(n) 2 .

ESERCIZIO 25 Provare che il sottogruppo delle rotazioni di Dn é isomorfo al gruppo additivo degli interi modulo n.

ESERCIZIO 26 Provare che il gruppo diedrale Dn é isomorfo ad un gruppo di permutazioni sui lati del poligono Pn.

6.2.5  Il gruppo diedrale infinito

Consideriamo il gruppo Isom(R) delle isometrie della retta reale, che identifichiamo col campo reale R. Ricordiamo che sono isometrie di R: le traslazioni, e le riflessioni intorno ad un punto.

Se poniamo

D¥ = { f Î Isom(R)   :  f(Z) = Z},
D¥ é un sottogruppo di Isom(R) che si chiama gruppo diedrale infinito.

Se, per ogni a Î R, poniamo

ta = traslazione di ampiezza  a,
sa = riflessione rispetto ad  a,
risulta
D¥ = { tn : n Î Z} È{ sn : n Î Z} È{ sn+1/2 : n Î Z}.

ESERCIZIO 27 Nel gruppo diedrale infinito D¥ consideriamo le riflessioni s0 e s[1/2] di centro 0 e [1/2], rispettivamente. Provare che risulta

D¥ = < s0,s[1/2] > .
(Si puó provare che ogni gruppo G generato da due elementi a,b tali che
a2 = b2 = 1     e     |ab| = ¥
é isomorfo a D¥. )

6.2.6  Prodotto diretto esterno di gruppi

Siano G1,G2,... ,Gn gruppi. Nel prodotto cartesiano

G = G1×G2×¼×Gn
definiamo la seguente operazione
(a1,a2,... ,an)(b1,b2,... ,bn) = (a1b1,a2b2,... ,anbn),
rispetto alla quale G risulta un gruppo e si ha
1 = (1,1,... ,1),     (a1,a2,... ,an)-1 = (a1-1,a2-1,... ,an-1) .

DEFINIZIONE 28 Il gruppo G si chiama prodotto diretto esterno dei gruppi G1,G2,..., Gn e si denota con

G = G1×G2×¼×Gn.
Se i gruppi G1,G2,... ,Gn sono additivi, anche per G si usa la notazione additiva e si dice che G é somma diretta esterna di G1,G2,... ,Gn; in questo caso si usa la notazione
G = G1ÅG2żÅGn.

¨

ESERCIZIO 29 G = G1ÅG2żÅGn é abeliano se, e soltanto se, G1,G2,... ,Gn sono tutti abeliani.

ESERCIZIO 30 Scrivere la tabella di Cayley di Z2ÅZ3.

ESERCIZIO 31 Provare che Z2ÅZ2 non é isomorfo a Z4.

ESERCIZIO 32 Sia S un insieme con due elementi e * l'operazione di differenza simmetrica in P(S). Provare che il gruppo (P(S), *) é isomorfo a Z2ÅZ2.

6.2.7  Il 4-gruppo di Klein

Sia K = { 1,a,b,c } ove é

1 = é
ê
ë
1
0
0
1
ù
ú
û
, a = é
ê
ë
1
0
0
-1
ù
ú
û
, b = é
ê
ë
-1
0
0
1
ù
ú
û
, c = é
ê
ë
-1
0
0
-1
ù
ú
û
.
Allora K, rispetto alla moltiplicazione righe per colonne, é un sottogruppo abeliano di GL(2,Q) che si chiama 4-gruppo di Klein o gruppo quadrinomio.

In K valgono le seguenti proprietá :

a2 = b2 = c2 = 1,    ab = c,    ac = b,    bc = a .

Il 4-gruppo di Klein ha la seguente tabella di Cayley.

TABELLA  DI  CAYLEY  DEL 4-GRUPPO  DI  KLEIN

·
1
a
b
c
1
1
a
b
c
a
a
1
c
b
b
b
c
1
a
c
c
b
a
1

ESERCIZIO 33 Provare che K é isomorfo al gruppo delle simmetrie di un rettangolo che non sia un quadrato.

ESERCIZIO 34 Verificare che { 1,a} , { 1,b} , { 1,c} , sono gli unici sottogruppi propri e non banali di K e disegnare il diagramma di Hasse del reticolo dei sottogruppi di K.

ESERCIZIO 35 Provare che K e (Z4,+) non sono gruppi isomorfi. Provare, inoltre, che un gruppo finito d'ordine 4 é isomorfo a K o a (Z4,+).

6.2.8  Il gruppo dei quaternioni

Sia Q2 = { 1,-1,i,-i,j,-j,k,-k } ove é

1 = é
ê
ê
ê
ê
ë
1
0
0
0
0
1
0
0
0
0
1
0
0
0
0
1
ù
ú
ú
ú
ú
û
,i = é
ê
ê
ê
ê
ë
0
-1
0
0
1
0
0
0
0
0
0
-1
0
0
1
0
ù
ú
ú
ú
ú
û
,
j = é
ê
ê
ê
ê
ë
0
0
-1
0
0
0
0
1
1
0
0
0
0
-1
0
0
ù
ú
ú
ú
ú
û
,k = é
ê
ê
ê
ê
ë
0
0
0
-1
0
0
-1
0
0
1
0
0
1
0
0
0
ù
ú
ú
ú
ú
û
.
Allora Q2, rispetto alla moltiplicazione righe per colonne, é un sottogruppo di GL(4,Q) che si chiama gruppo dei quaternioni . In Q2 valgono le seguenti proprietá :
i2 = j2 = k2 = -1 ,
ij = k, ji = -k, jk = i, kj = -i, ki = j, ik = -j.
Il gruppo dei quaternioni ha la seguente tabella di Cayley.

                                

TABELLA DI CAYLEY
DEL GRUPPO Q2 DEI QUATERNIONI
1 i -1 -i j -k -j k
1 1 i -1 -i j -k -j k
i i -1 -i 1 k j -k -j
-1 -1 -i 1 i -j k j -k
-i -i 1 i -1 -k -j k j
j j -k -j k -1 -i 1 i
-k -k -j k j i -1 -i 1
-j -j k j -k 1 i -1 -i
k k j -k -j -i 1 i -1

ESERCIZIO 36 Determinare il periodo di ciascuno degli elementi di Q2.

6.2.9  L'automorfo di un gruppo

Denotiamo con Aut(G) l'insieme di tutti gli automorfismi di un gruppo G. Sappiamo che il prodotto definito da

(f,g) Î Aut(G)×Aut(G) ® f°g Î Aut(G)
induce una struttura di gruppo su Aut(G). Questo gruppo si chiama gruppo degli automorfismi di G o automorfo di G.

OSSERVAZIONE 37 La funzione a ® an, se G é abeliano, é un automorfismo di G, per ogni intero n ¹ 0. ¨

PROPOSIZIONE 38 La funzione a ® a-1 é un automorfismo di G se, e soltanto se, G é abeliano.

DIMOSTRAZIONE.   Se la nostra funzione é un automorfismo, per ogni a,b Î G, abbiamo

ab = (b-1a-1)-1 = (b-1)-1(a-1)-1 = ba.

¨

ESERCIZIO 39 Provare che un gruppo G é abeliano se, e solo se, l' applicazione

a Î G   ®  a2 Î G
é un endomorfismo di G.

6.3  Laterali di un sottogruppo e teorema di Lagrange

Siano G ungruppo e H un suo sottogruppo.

DEFINIZIONE 1 Le due relazioni ¢H e ¢¢H sugli elementi di G definite da

a,b Î G,   a¢H b  Û  a-1b Î H,
(6.6)
a,b Î G,   a¢¢H b  Û  ab-1 Î H,
(6.7)
si chiamano congruenze, rispettivamente sinistra e destra, modulo H ed é un esercizio provare che risultano d'equivalenza. ¨

OSSERVAZIONE 2 Nel caso G sia un gruppo additivo, le relazioni ¢H e ¢¢H sono definite rispettivamente da

a,b Î G,   a¢H b  Û  -a+b Î H
e
a,b Î G,   a¢¢H b  Û  a-b Î H.

¨

OSSERVAZIONE 3 Se G é abeliano, le relazioni ¢H e ¢¢H coincidono. ¨

DEFINIZIONE 4 La classe di ¢H-equivalenza di un elemento a, che si vede facilmente essere data da

[a]¢H = aH = { ah  :  h Î H}   ,
(6.8)
si chiama laterale sinistro di H in G relativo ad a.

La classe di 墢H-equivalenza di un elemento a, data da

[a]¢¢H = Ha = { ha  :  h Î H}   ,
(6.9)
si chiama laterale destro di H in G relativo ad a. ¨

OSSERVAZIONE 5 Osserviamo che H stesso é un suo laterale sinistro, essendo [1]¢H = 1H = H. Analogamente H é un suo laterale destro, essendo [1]¢¢H = H1 = H. ¨

OSSERVAZIONE 6 I laterali sinistri (risp. destri) di H in G formano una partizione degli elementi di G. ¨

OSSERVAZIONE 7 Nel caso G sia un gruppo additivo, le (6.8 ) e (6.9) si scrivono rispettivamente

[a]¢H = a+H = { a+h  :  h Î H}
e
[a]¢¢H = H+a = {h+a  :  h Î H} .

¨

ESEMPIO 8 Con riferimento alla notazione usata nell'esempio  3 , consideriamo il sottogruppo H = { 1,s1 } di S3. I laterali sinistri di H in S3 sono:

1H = s1H = H ,    r1H = s2H = { r1,s2 }  ,    r2H = s3H = { r2,s2 }  .
I laterali destri di H in S3 sono:
H1 = Hs1 = H ,     Hr1 = Hs3 = { r1,s3} ,    Hr2 = Hs2 = { r2,s2} .
Si noti che i laterali sinistri di H definiscono una partizione sugli elementi di S3 diversa da quella individuata dai laterali destri di H. ¨

ESEMPIO 9 Nel gruppo additivo degli interi (Z,+) si consideri il sottogruppo H = mZ, con m intero maggiore di 1. Allora le relazioni ¢H e ¢¢H coincidono con la congruenza modulo m. ¨

ESERCIZIO 10 Siano H,K due sottogruppi di un gruppo G. Provare che

aHÇaK = a(HÇK)       e      HaÇKa = (HÇK)a  ,
per ogni elemento a Î G.

PROPOSIZIONE 11 Per ogni a Î G, le funzioni (traslazioni ristrette ad H)

h Î H ® ah Î aH       e       h Î H ® ha Î Ha
sono biunivoche, ne segue che |H| = |aH| = |Ha|.

DIMOSTRAZIONE.   É lasciata per esercizio al Lettore. ¨

PROPOSIZIONE 12 Gli insiemi quoziente G/¢H e G/¢¢H, cioé gli insiemi dei laterali di H rispettivamente sinistri e destri, sono equipotenti.

DIMOSTRAZIONE.   Osserviamo che risulta:

aH = bH     Û    a º b(mod ¢H)     Û    a-1b Î H
Û    a-1b = (a-1)(b-1)-1 Î H     Û    a-1 º b-1(mod ¢¢H)     Û    Ha-1 = Hb-1.
Ne segue che é ben definita la funzione
aH Î G/¢H   ®  Ha-1 Î G/¢¢H,
la quale é biunivoca. ¨

DEFINIZIONE 13 Se l'insieme quoziente G/¢H (o equivalentemente G/¢¢H) é finito ed ha ordine n, l'intero n si chiama indice di H in G e si denota con |G : H| o con [G : H]. Se G/¢H (o equivalentemente G/¢¢H) é infinito, si dice che H ha indice infinito in G. ¨

Osserviamo che risulta |G : G| = 1 e che |G : 1| é uguale a |G| se G é finito ed é infinito se G é infinito.

ESERCIZIO 14 Siano A un campo e f(x1,x2,...,xn) un polinomio in n indeterminate a coefficienti in A. Detto Gf il gruppo delle simmetrie di f, provare che il numero dei polinomi distinti del tipo

f(xs(1),xs(2),...,xs(n))     con    s Î Sn
é uguale all'indice di Gf in Sn 3 .

TEOREMA 15 (teorema di Lagrange) Se G é un gruppo finito e H un suo sottogruppo, allora

|G : H| = |G|
|H|
(6.10)
e quindi |H| é un divisore di |G|.

DIMOSTRAZIONE.   Nelle nostre ipotesi, i laterali sinistri di H formano una partizione di G in blocchi aventi tutti lo stesso ordine |H|. Da questa osservazione segue subito l'asserto. ¨

OSSERVAZIONE 16 Il teorema di Lagrange dice che l'ordine di un sottogruppo di un gruppo finito G é un divisore dell'ordine di G ma, si faccia bene attenzione, non garantisce che un divisore positivo di |G| é l'ordine di un sottogruppo di G. Quest'ultima affermazione é in generale falsa, come mostra l'esercizio . Essa é, peró, vera per il gruppo additivo (Zn,+) degli interi modulo n (cfr. corollario  33 ) e, come vedremo, per alcune classi speciali di gruppi. ¨

 

Figura 6.3: J.L.Lagrange (1736-1813)

ESERCIZIO 17 Provare che ogni gruppo finito d'ordine primo é ciclico.

ESERCIZIO 18 Provare che un gruppo finito d'ordine dispari non possiede elementi d'ordine pari.

PROPOSIZIONE 19 Se G é finito d'ordine m, allora il periodo di ogni elemento di G divide m. Inoltre risulta am = 1, per ogni a Î G.

DIMOSTRAZIONE.   Se a Î G, deve essere | < a > | = n £ m e, per il teorema di Lagrange, m é del tipo m = nq. La restante parte segue dalla prop.5.6. ¨

ESERCIZIO 20 Determinare tutti i sottogruppi del gruppo Q2 dei quaternioni (cfr. par. 6.2.8).

6.4  Esercizi

1    Posto G = { (a,b) Î R2     :    a ¹ 0 ,  a+b ¹ 0} , si consideri la seguente operazione "*" su G:

(a,b)*(c,d) = (ac,(a+b)(c+d)-ac) .
Provare che (G,*) é un gruppo e che H = { (1,a)    :    a > -1 } é un suo sottogruppo.

2    Provare che U(10) = { 1,3,7,9} e che < 3 > = U(10).

3    Provare che in (Z10,+) risulta < 2 > = { 0,2,4,6,8}.

4    Provare che in (Z,+) risulta < -1 > = Z.

5    Determinare gli interi n per cui (Z*n,·) é un gruppo.

6    Si considerino i seguenti gruppi: (Z12,+), U(10), U(12). Per ognuno di essi se ne determini l'ordine e si calcoli l'ordine di ciascuno dei suoi elementi.

7    Determinare i possibili ordini di un gruppo ciclico avente un unico generatore.

8    Siano G un gruppo, H un sottogruppo di G, a un elemento di G di periodo finito n ed m un intero positivo coprimo con n. Usando l'identitá di Bézout,  nell'ipotesi che am appartiene ad H, provare che anche a appartiene ad H.

9    Provare che U(14) = < 3 > = < 5 > .

10    Provare che il gruppo U(20) non é ciclico.

11    Nel gruppo SL(2,R) trovare l'ordine dei seguenti elementi:

A = æ
ç
è
0
-1
1
0
ö
÷
ø
    ,   B = æ
ç
è
0
1
-1
-1
ö
÷
ø
    ,    AB.

12    Trovare l'ordine di

A = æ
ç
è
1
1
0
1
ö
÷
ø
in SL(2,R).

13    Provare che

G = ì
í
î
æ
ç
è
1
n
0
1
ö
÷
ø
    :    n Î Z ü
ý
þ
é un sottogruppo ciclico infinito di SL(2,R).

14    Trovare tutti gli elementi dei sottogruppi < 10 > e < 20 > del gruppo additivo Z30.

15    Trovare tutti gli elementi dei sottogruppi < 3 > e < 7 > del gruppo U(20).

16    Sull'insieme S = R*×R, si definisca la seguente operazione "°":

(a,b)°(c,d) = (ac,bc+d).
Provare che (S,°) é un gruppo non abeliano e che i suoi elementi di periodo 2 sono tutti e soli quelli del tipo (-1,d), d Î R. Provare, inoltre, che il gruppo non contiene elementi di periodo 3.

17    Dimostrare che un gruppo privo di sottogruppi non banali é necessariamente ciclico.

18    Provare che in un gruppo abeliano G tutti gli elementi di periodo finito costituiscono un sottogruppo (il sottogruppo di torsione di G). E' vera questa proprietá in un gruppo non abeliano?

19    Siano G un gruppo e a un suo elemento. Provare che l'insieme di tutti gli elementi di G permutabili con a formano un sottogruppo di G. Tale sottogruppo si chiama centralizzante di a in G e si denota con CG(a). Provare, inoltre che

a Î Z(G)    Û    CG(a) = G  ,        Z(G) =
Ç
a Î G 
CG(a)  .

20    Si consideri la seguente relazione CG tra gli elementi di un gruppo G:

a CG b    Û     esiste  x Î G  tale che  a = x-1bx.
Provare che CG é una relazione d'equivalenza; essa prende il nome di coniugio tra gli elementi di G. Le classi di CG-equivalenza si chiamano classi di coniugio degli elementi di G e, se a Î G, la classe di coniugio di a si denota con [a]CG oppure con cl(a). Due elementi di G equivalenti rispetto alla relazione di coniugio si dicono coniugati e, se a,x Î G, l'elemento x-1ax si chiama coniugato di a mediante x e si denota con ax. Provare che valgono le seguenti due proprietá:
cl(a) = { x-1ax   :    x Î G} ,        a Î Z(G)  Û  cl(a) = { a} .

21    Sia H un sottogruppo di un gruppo G e, per ogni a Î G, si ponga

Ha = a-1Ha = { a-1ha     :    h Î G}  .
Provare che Ha é un sottogruppo di G. Tale sottogruppo si chiama coniugato di H mediante a.

22    Provare che nell'insieme L(G) di tutti i sottogruppi di un gruppo G, la relazione GG definita da

HGGÛ H = x-1Kx   ,per qualche  x Î G
é di equivalenza; essa prende il nome di coniugio tra i sottogruppi di G. Le classi di GG-equivalenza si chiamano classi di coniugio dei sottogruppi di G e la classe di coniugio di un sottogruppo H di G si denota con [H]GG oppure con cl(H). Due sottogruppi di G equivalenti rispetto alla relazione di coniugio si dicono coniugati.

23    Sia G un gruppo. Per ogni due elementi a,b di G si chiama commutatore della coppia (a,b) l'elemento [a,b] di G definito da

[a,b] = a-1b-1ab .
Provare che, per ogni a,b,c Î G, valgono le seguenti proprietá: 
·
[a,b] = 1     Û    ab = ba ; 
·
ab = ba[a,b] ;        [a,b]-1 = [b,a] ; 
·
[ab,c] = b-1[a,c]b [b,c] ;       [a,bc] = [a,c] c-1[a,b]c ; 
·
[a-1,b] = (a[a,b]a-1)-1;       [a,b-1] = (b[a,b]b-1)-1.

24    Siano G un gruppo abeliano e H = { a Î G  :  a2 = 1} . Provare che H é un sottogruppo di G.

25    Siano G un gruppo abeliano e H l'insieme dei quadrati di G, cioé H = { a2  :  a Î G} . Provare che H é un sottogruppo di G.

26    Sia R* il gruppo moltiplicativo dei numeri reali e siano H e K i seguenti sottoinsiemi di R*:

H = (R\Q)È{ 1}  ,  K = { a Î R*  :  a ³ 1}.
Provare che H e K non sono sottogruppi di R*.

27    In M2(Z) si consideri il sottoinsieme

H = ì
í
î
æ
ç
è
a
b
c
d
ö
÷
ø
    :    a+b+c+d = 0 ü
ý
þ
.
Provare che H é un sottogruppo di (M2(Z),+).

28    In M2(Z) si consideri il sottoinsieme

H = ì
í
î
æ
ç
è
a
b
c
d
ö
÷
ø
    :    a+b+c+d = 1 ü
ý
þ
.
Verificare se H é un sottogruppo di (M2(Z),+).

29    Sia H un sottogruppo additivo di R e si ponga K = { 2a  :  a Î H}. Provare che K é un sottogruppo moltiplicativo di R*.

30    Provare che i sottogruppi di un gruppo G, rispetto alla relazione di inclusione, formano un reticolo (il reticolo dei sottogruppi di G).

31    Si considerino le seguenti funzioni di R in R

f1(x) = x+1       ,       f2(x) = x|x|
e si stabilisca se sono omomorfismi di (R,+) in (R,·).

32    Siano G il gruppo additivo dei numeri reali e G¢ il gruppo moltiplicativo dei numeri reali positivi. Provare che l'applicazione

x Î G    ®    2x Î G¢
é un isomorfismo fra G e G¢.

33    Verificare se la funzione f(x) = x3 é un automorfismo del gruppo additivo dei numeri reali.

34    Provare che, a meno di isomorfismi, esistono un solo gruppo di ordine 2, un solo gruppo di ordine 3 e due gruppi di ordine 4.

35    Provare che i gruppi Z4, U(5) e U(10) sono isomorfi.

36    Si ponga

H = { a+bÖ2     :    a,b Î Q }     e    K = ì
í
î
æ
ç
è
a
2b
b
a
ö
÷
ø
    :    a,b Î Q ü
ý
þ
.
Provare che H e K, rispetto all'operazione di addizione, sono due gruppi isomorfi.

37    Provare che l'insieme

G = ì
í
î
æ
ç
è
1-n
-n
n
1+n
ö
÷
ø
    :    n Î Z ü
ý
þ
,
rispetto al prodotto righe per colonne, é un gruppo abeliano isomorfo a (Z,+).

38    Provare che l'insieme

G = ì
í
î
æ
ç
è
1-2n
n
-4n
1+2n
ö
÷
ø
    :    n Î Z ü
ý
þ
,
rispetto al prodotto righe per colonne, é un gruppo abeliano isomorfo a (Z,+).

39    Verificare che la funzione f(a+ib) = a-ib é un automorfismo del gruppo additivo e di quello moltiplicativo dei numeri complessi.

40    Provare che i gruppi (Z,+) e (2Z,+) sono isomorfi. Stabilire inoltre se sono isomorfi gli anelli (Z,+,·) e (2Z,+,·).

41    Calcolare il numero dei cicli di lunghezza n in Sn.

42    Dire se le permutazioni (1,3,5)(2,4,5) e (1,4)(2,5)(3,6) sono elementi permutabili di S6.

43    Calcolare il periodo e le inverse di ciascuna delle seguenti permutazioni:

(1,3,5)(2,4,5) ,  (2,4,5)(1,3,5) ,  (1,4)(2,5)(3,6) ,  (1,7,9,8)(2,1,5,8,7) .

44    Fattorizzare in cicli disgiunti e calcolare le inverse delle seguenti permutazioni:

é
ê
ë
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
2
3
1
7
5
8
4
9
10
6
ù
ú
û
  ,    é
ê
ë
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
10
4
9
1
8
7
6
3
5
2
ù
ú
û
 .

45    Calcolare il numero delle trasposizioni di Sn.

46    Fattorizzare in trasposizioni e trovare il segno di ciascuna delle seguenti permutazioni:

(1,3,5,7)(6,8,2,4) ,  (6,7,8)(5,3,1) ,  (1,4,7,9)(2,3,6,8) .

47    Consideriamo la prima tabella delle due seguenti, formata da 15 quadrati numerati e da uno spazio libero.

1 2 3 4 1 2 3 4
5 6 7 8 5 6 7 8
9 101112 9 101112
13 14 15131514

Supponiamo che i quadrati numerati possano scorrere orizzontalmente e verticalmente usando lo spazio libero senza fuoriuscire dalla tabella stessa. Provare che, muovendo i quadrati nel modo anzidetto, non é possibile trasformare la prima tabella nella seconda.

48    Sia G un sottogruppo di Sn. Provare che, se G non é un sottogruppo di An, allora metá dei suoi elementi sono permutazioni pari e metá dispari.

49    Nel gruppo additivo Z5 degli interi modulo 5 si consideri la seguente funzione

s  :  n Î Z5   ®  2n Î Z5 .
Provare che s é una permutazione sugli elementi di Z5, determinare il gruppo ciclico G generato da s e descrivere le orbite di G sugli elementi di Z5.

50    Provare che, per ogni intero n > 1, il gruppo Isom(R2) contiene un sottogruppo ciclico finito d'ordine n.

51    Provare che, per ogni intero n > 1, il gruppo SO(2) contiene un elemento di periodo n.

52    Sia G il gruppo delle simmetrie di una circonferenza. Provare che, per ogni intero positivo n, G contiene almeno un elemento d'ordine n. Provare inoltre che G contiene elementi d'ordine infinito.

53    Sia G il gruppo delle simmetrie di una circonferenza. Dire se G puó essere pensato come un gruppo di permutazioni sui punti della circonferenza e, in caso di risposta affermativa, verificare se G é transitivo su tali punti.

54    Sia G un sottogruppo di un gruppo diedrale finito e, per ogni s Î G, si ponga

sgn(s) = ì
ï
í
ï
î
+1
se     s    é una rotazione,
-1
se     s    é una riflessione.
Provare che l' applicazione sgn é un omomorfismo di G in ({ +1,-1} , ·).

55    Sia G un sottogruppo del gruppo diedrale infinito e, per ogni s Î G, si ponga

sgn(s) = ì
ï
í
ï
î
+1
se     s    é una traslazione,
-1
se     s    é una riflessione.
Provare che l' applicazione sgn é un omomorfismo di G in ({ +1,-1} , ·).

56    Provare che i gruppi S4 e D12 non sono isomorfi.

57    Provare che il gruppo Q2 dei quaternioni non é isomorfo al gruppo D4.

58    Sia n un intero maggiore di 2. Provare che nel gruppo ortogonale O(2) il sottogruppo generato dalle due matrici

æ
ç
ç
ç
ç
ç
ç
ç
ç
ç
ç
è
cos  2p
n
sen  2p
n
-sen  2p
n
cos  2p
n
ö
÷
÷
÷
÷
÷
÷
÷
÷
÷
÷
ø
  ,      æ
ç
è
1
0
0
-1
ö
÷
ø
é isomorfo al gruppo diedrale Dn.

59    Descrivere il gruppo delle simmetrie di un rettangolo.

60    Determinare esempi di figure geometriche i cui gruppi di simmetrie sono rispettivamente isomorfi ai gruppi additivi di Z2 e Z3, ad S3 ed al 4-gruppo di Klein.

61    Provare che il gruppo diedrale Dn é isomorfo al sottogruppo di GL(2,C) generato dalle due matrici

é
ê
ë
0
1
1
0
ù
ú
û
    e     é
ê
ë
e[(2pi)/n]
0
0
e-[(2pi)/n]
ù
ú
û
.

62    Provare che l'insieme di matrici

ì
í
î
é
ê
ë
e
n
0
1
ù
ú
û
    :    e = ±1 ,  n Î Z ü
ý
þ
é un sottogruppo di GL(2,Z) isomorfo al gruppo diedrale D¥ .

63    Provare che la seguente tabella di moltiplicazione definisce un gruppo isomorfo al gruppo Q2 dei quaternioni

.

e a a2 a3 b ba ba2 ba3
e e a a2 a3 b ba ba2 ba3
a a a2 a3 e ba3 b ba ba2
a2 a2 a3 e a ba2 ba3 b ba
a3 a3 e a a2 ba ba2 ba3 b
b b ba ba2 ba3 a2 a3 e a
ba ba ba2 ba3 b a a2 a3 e
ba2 ba2 ba3 b ba e a a2 a3
ba3 ba3 b ba ba2 a3 e a a2


Note:

Notiamo esplicitamente che l'essere H e K permutabili non significa che hk = kh, per ogni h Î H e k Î K.

Si noti che abbiamo ottenuto una rappresentazione di Dn come gruppo di permutazioni su un insieme con n elementi mentre la rappresentazione che si ottiene col teorema di Cayley identifica Dn con un gruppo di permutazioni su 2n elementi.

Questo problema é legato allo studio delle equazioni algebriche risolubili per radicali ed é proprio in quest'ambito che é nato il concetto di gruppo.


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